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Chirurgia orale

La chirurgia orale consiste nelle metodiche dedicate alle estrazioni dentarie semplici e complesse, alla eliminazione di neoformazioni presenti nelle ossa mandibolari e mascellari ed anche a livello delle mucose orali.

Il granuloma dentale è un'infezione a carico delle radici dei denti sviluppatesi a seguito di carie estese che hanno coinvolto i tessuti pulpari del dente. Il granuloma dentale spesso è inizialmente asintomatico, perché i batteri e i globuli bianchi coinvolti, detti granulociti, trovano una sorta di equilibrio;  ma presto l'infezione arriva nella profondità del dente provocando pulpite e necrosi della polpa dentale, ossia la morte del dente, cosa che rischia di innescare un processo infettivo che dà luogo all'ascesso dentale.

 

La cura indicata per risolvere un granuloma dentale è la terapia endodontica, che consiste nella sterilizzazione dei canali radicolari infetti con apposita strumentazione in modo che il granuloma vada a riassorbirsi. In caso di mancata guarigione o quando non è possibile l'accesso ai canali radicolari (a causa di perni o corone protesiche) il dentista può intervenire eliminando chirurgicamente il granuloma dentale con un accesso diretto dalla parete gengivale attraverso un intervento di apicectomia. Questo intervento prevede la rimozione dell'apice radicolare infetto, ovvero l'estremità di una radice dentale. L'operazione di apicectomia si conclude con l'otturazione dell'apice della radice per evitare infezioni batteriche e con la sutura della gengiva.

Tra le possibili complicanze di un granuloma dentale ci sono le cisti mascellari o mandibolari. Una lesione cistica è una cavità patologica contenente essudato che può essere purulento. Le cisti dei mascellari si dividono in tre macrocategorie: cisti radicolari, posizionate a livello della radice o da suoi frammenti;  cisti follicolari, che interessano il follicolo da cui si è originato il dente o le cisti originatesi dal tessuto embrionario del dente; queste ultime possono evolvere in forme tumorali. I sintomi accusati dal paziente possono essere diversi, tra cui: gengive gonfie, mal di denti, mobilità dentale, tumefazione ossea.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/cisti-dentali.html

Le cisti possono raggiungere dimensioni cospicue fino a provocare la frattura dell'osso mandibolare dove si sono sviluppate. La terapia è chirurgica e dipende dalla tipologia di ciste, dalla sua posizione e dalla dimensione raggiunta. L'intervento chirurgico viene fatto in anestesia locale o generale in base alla gravità della situazione clinica.

Le estrazioni dentarie conseguenti a gravi lesioni cariose, parodontali o di origine traumatica, vengono eseguite dal dentista in anestesia locale, con eventuale necessità di controllo del sanguinamento con sutura e spugna di fibrina. Le estrazioni dentarie complesse consistono nelle esportazioni dei denti interessati con utilizzo di interventi chirurgici  strutturati, come avviene spesso nel caso del dente del giudizio.

I denti del giudizio sono detti anche "terzi molari" e fuoriescono dall'arcata gengivale tra i 18 e i 25 anni, in età adulta quindi. Sono quattro denti che compaiono in fondo all'arcata dentale ma spesso, non avendo lo spazio per uscire nell'arcata dentaria, restano, pur formati, bloccati nella base ossea (elementi inclusi). Altre volte il dente del giudizio buca la gengiva in parte ma non fuoriesce a causa dello spazio molto ristretto (elementi semi-ritenuti).

Le estrazioni complesse del dente del giudizio necessitano di analisi radiologica in primo luogo della ortopantomografia dei mascellari. Talvolta con l'ausilio della TAC CONE BEAM, che permette di evidenziare i rapporti anatomici del dente interessato con le strutture vicine (nervo alveolare, vasi arteriosi e seni mascellari) in modo più dettagliato. Vengono effettuate incisioni e disinclusione del dente del giudizio mediante uso di attrezzature specifiche. Nei casi gravi a rischio di compromissione del nervo alveolare viene anche effettuata l'estrazione dopo un trattamento ortodontico mirato ad allontanare il dente del giudizio dal nervo.

Ulteriori casi di estrazione dentarie possono essere dovuti a trattamenti ortodontici complessi. La terapia farmacologica a seguito di un'estrazione dentaria dipende dalla sua complessità; può essere necessaria soltanto la somministrazione di un antidolorifico associato a un colluttorio specifico. Nei casi più complessi invece viene associato anche un trattamento antibiotico. La guarigione delle ferite necessita di una o due settimane, mentre la riformazione dell'osso necessita di alcuni mesi.